02 Agosto 2019  15:33

Apa, Anica e Ape contro lo sciopero dei set

Eliana Corti
Apa, Anica e Ape contro lo sciopero dei set

©pixabay

Le associazioni: un duro colpo all'occupazione ed una spinta verso l’illegalità

Un altro sciopero? No grazie. Apa (Associazione produttori audiovisivi), Anica (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive Multimediali) e Ape (Associazione produttori esecutivi) esprimono tutta la loro contrarietà all’ipotesi di ulteriori date di sciopero dei set dopo quella del 31 luglio. «Questo atteggiamento è destinato a creare disoccupazione e gettare il settore nella crisi dalla quale faticosamente stava uscendo. La trattativa è stata interrotta dopo che si era trovato un accordo sul 90% dei punti in discussione», si legge nella nota. «Le rivendicazioni salariali, per un 4° livello (il più diffuso fra i livelli delle troupe) prevedono un minimo sindacale di oltre 4,5mila euro mensili e per i livelli superiori prevedono incrementi esponenziali per arrivare anche a rivendicazioni che superano i 10mila euro mensili. Come ampiamente dimostrato al tavolo dalle delegazioni, questo tariffario impedirebbe di fatto la realizzazione di circa il 60% dei prodotti cine-audiovisivi oggi prodotti (dati del MiBAC). La conseguenza immediata sarebbe una drastica diminuzione delle settimane lavorative e del numero degli occupati», si legge. Apa, Anica e Ape puntano il dito contro una minaccia di “castizzazione” della professione, che andrebbe a danneggiare soprattutto i giovani. «Incomprensibile è anche la richiesta di fissare prima il livello retributivo e, solo dopo, il campo di applicazione».

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