08 Aprile 2019  15:49

MipTv 2019: un mercato che si ripensa

Eliana Corti
MipTv 2019: un mercato che si ripensa

Reed Midem annuncia novità per il 2020. Numeri e tendenze di Eurodata e C21

Il MipTv è pronto a cambiare, per essere ancora più al servizio dei propri clienti. Lo ha annunciato Laurine Garaude, direttore della divisione Tv di Reed Midem, presentando Lucy Smith, nominata Deputy Director Tv Division della società organizzatrice del Mip. "Abbiamo a mente il bisogno di soluzioni più flessibili sia per chi partecipa alla fiera come exhibitor che per i visitatori", ha dichiarato annunciando una "nuova visione" che prenderà forma a partire dall'edizione 2020. Per questa, invece, si prevedono intanto 9.500 professionisti di cui 3.300 buyer.

I NUMERI: QUANTO GUARDIAMO LA TV
Nel 2018 il mondo ha guardato la tv per una media giornaliera di 2h e 55 minuti, un minuto in meno rispetto al 2017, mentre i giovani adulti ne hanno vista una media di 1h e 56' (due minuti in meno). Il dato è stato presentato da Eurodata Tv Worldwide: sopra la media (per oltre 30 minuti complessivi) aree come il Nord America (3h 54 minuti), Sud America (3h 40'), Europa (3h 45'), Medio Oriente (3h 46') e Africa (3h 38'), mentre restano al di sotto Asia (2h 28') e Oceania (2h 21'). Cresce la visione in time-shifted, che rappresenta l'8.3% del totale consumo. Un dato, quest'ultimo, che sale all'8,8% sui giovani adulti. Da tenere in considerazione una nuova tendenza della visione time-shifted: il pre-broadcast, ovvero la decisione da parte delle reti di trasmettere online in anteprima alla messa in onda lineare il loro contenuti: attualmente in Uk il 21% dei programmi sono disponibili anche in questa modalità.

GLI USA PERDONO IL PRIME TIME
Contenuti locali e investimenti sui meno giovani. Sono due delle tendenze evidenziate dal Content Opportunities Report 2019/2020 di C21: secondo quanto spiegato dal direttore del magazine, Ed Waller, la crescita dei contenuti local ha di fatto allontanato i contenuti Usa dai prime time internazionali. I contenuti americani sono ancora richiesti, ma è cambiata, in sostanza, la tipologia della domanda, che li spinge su canali di nicchia o Ott. Non solo, i programmi sono diventati "troppo americani", poco inclusivi, perdendo parte dell'appeal sui mercati locali.

CRESCONO LE AUDIENCE "NON GIOVANI"
La popolazione invecchia e questo si rifletterà, a lungo andare, anche sulla produzione di contenuti televisivi. Secondo C21, infatti, entro il 2020 gli over 60 supereranno i bambini sotto ai cinque anni, spingendo di conseguenza i creatori di contenuti a rivolgersi a questo target. Brand rivolti a questo target sono gia' presenti nel mondo, come Zoomer Media in Canada e Tv2 Charlie in Danimarca. Anzi, alcuni dirigenti tv giapponesi hanno dichiarato che non avrebbe più senso, in questo momento, investire sui programmi prescolari.

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