17 Maggio 2017  09:53

Osservatorio social tv: televisione “intorno”

Eliana Corti
Osservatorio social tv: televisione “intorno”

Il consumo diventa fluido, obliquo. Per oltre il 40% del campione la visione è aumentata di 30’

“Tv intorno. Tecnologie, setting, rituali e bisogni di un’esperienza di consumo espansa”: questo è il titolo della ricerca annuale dell’Osservatorio Social Tv dedicata alle pratiche di visione e modalità di engagement delle audience. La ricerca, realizzata tramite strumenti quantitativi (Indagine CAWI su un campione di 1381 soggetti di cui 88 tween e early teen) e qualitativi (Web Diary e Forum On Line, Insight Explorer) ha evidenziato una tv «fluida, ubiqua, senza limiti di tempo, componibile e modulabile, avvolgente e appagante», vivibile come un viaggio. Percepire la tv intorno a sé si traduce in una moltiplicazione degli schermi, che devono essere adeguati al contenuto che si desidera vedere e disponibili nel momento in cui si intende vedere tale contenuto. Il tv tradizionale mantiene il primato tra gli schermi, ma cresce - soprattutto tra i Millennial - l’uso di smartphone e computer. Si espande anche il tempo di consumo, che diventa «senza limiti»: più del 30% del campione dichiara di aver percepito un cambiamento nel tempo dedicato alla visione giornaliera. Tra questi, più del 40% segnala un aumento di oltre 30’ al giorno. Accessibilità (degli schermi), qualità (dei device), ricercabilità (tam tam sui social media dei contenut) e disponibilità (di nuovi operatori) sono all’origine dell’espansione del tempo di visione. Web e social media accompagnano le audience. Twitter, per esempio, favorisce lo svilupparsi di una narrazione parallela al testo televisivo, Instagram si usa per condividere il consumo tramite immagini, Facebook per alimentare il senso di condivisione e comunità. A espandere il consumo sono anche gli ugc (user generated content), la cui funzione è quella di «contribuire alla circolazione del contenuto televisivo all’interno delle piattaforme online». Infine, il 30% del campione ampia la sua relazione con i programmi tv fruendo di altri contenuti, sia per effetto di strategie di mercato, che attivati dalla stessa audience (meme, parodie, gif): testi «always on, accessibili e appropriabili da parte delle audience».

L’Osservatorio Social Tv, fondato nel 2013, ha come partner i principali editori tv italiani: Rai, Mediaset, Sky, Fox Networks Group, Discovery Italia, Viacom International Media Networks, Effe Tv - Gruppo Feltrinelli. Responsabili scientifici della ricerca sono Alberto Marinelli e Roman Andò della Sapienza di Roma.

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