04 Giugno 2020  09:35

Pirateria e sport: un legame ancora troppo forte

Eliana Corti
Pirateria e sport: un legame ancora troppo forte

©pixabay

Il report di Synamedia e Ampere Analysis: il 51% dei tifosi usa servizi illegali pur essendo abbonati a offerte pay

Pirateria e sport: un legame ancora troppo forte, ma non indissolubile. È quanto emerge dall’analisi firmata da Synamedia, provider di video software, e Ampere Analysis, dal titolo Charting Global Sports Piracy, frutto di uno studio su oltre 6mila appassionati di sport in 10 Paesi (Italia, Brasile, Egitto, Germania, India, Giordania, Malesia, Arabia Saudita UK e Usa). Anche se l’89% dei tifosi ha una abbonamento a una pay tv o a un servizio Ott, il 51% continua a usare servizi pirata per guardare lo sport almeno una volta al mese. Non solo, tra coloro che utilizzano ancora servizi pirata, il 42% guarda partite ogni giorno, circa il 60% in più della media. “Questo suggerisce che c’è una considerevole opportunità per gli operatori per ottenere ricavi incrementali con offerte sportive mirate”. Il 44% dei fan guarda già lo sport “legalmente” tramite servizi Ott ogni settimana, mentre il 22% dei “pirati” paga per accedere a questi servizi e il 31% afferma di scegliere contenuti illegali perché l’evento che vogliono vedere non è trasmesso localmente. Emerge dunque una fame di sport non pienamente soddisfatta dall’offerta “legale” sia in termini di contenuti che di prezzo.

I profili. Sono tre i profili individuati da Synamedia sulla base delle abitudini di consumo e approccio alla pirateria: 1) I sostenitori fedeli (26%). Sono grandi spettatori di eventi sportivi a pagamento e si trovano prevalentemente nei Paesi dove il calcio è profondamente radicato. Pur essendo contrari alla pirateria, il 35% di essi la sceglie almeno una volta a settimana, ma sarebbero pronti a rinunciarci e pagare di più se potessero avere accesso a ciò che vogliono in ogni momento. 2) I superfan capricciosi (31%). Vivono principalmente in mercati in via di sviluppo, amano lo sport locale e internazionale e l’89% di loro accede almeno una volta a settimana a contenuti pirata. Sarebbero disposti a pagare per un’offerta legale se questa fosse flessibile e comprendesse diverse discipline. 3). Spettatori casuali (43%). Non hanno una squadra preferita, ma amano guardare i principali eventi sportivi, come le Olimpiadi. Sono il gruppo meno disposto a pagare un abbonamento tv per lo sport e almeno il 17% sfrutta i canali pirata almeno una volta a settimana. Un accesso “light” a offerte sportive, così come modelli di pagamento flessibili, potrebbe essere la chiave per distoglierli dai servizi illegali.

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