29 Ottobre 2019  10:20

Quote europee: consultazione di Agcom

Eliana Corti
Quote europee: consultazione di Agcom

©netflix

L’Authority pubblica una nuova versione sugli obblighi di programmazione e investimento. Per gli Ott più risorse da investire senza una sede italiana

L’Agcom ha aperto una consultazione sulla nuova versione del regolamento in materia di obblighi di programmazione e investimento; entro 30 giorni gli operatori dovranno comunicare le proprie osservazioni, poiché da gennaio entreranno in vigore le nuove regole che imporranno nuove quote di investimento e programmazione alle opere italiane ed europee nei palinsesti lineari e nei cataloghi ott.

ON DEMAND: SENZA SEDE SI PAGA DI PIÙ. Per quanto riguarda i servizi on demand stabiliti in Italia, rimane l’obbligo di avere una sezione dedicata ai contenuti europei nella pagina di accesso a o in una specifica categoria, che deve comunque essere visibile a prescindere dai suggerimenti forniti dall’algoritmo all’utente sulla base delle sue preferenze. I servizi on demand, compresi quelli che non sono stabiliti nel nostro Paese, hanno l’obbligo di investire il 12,5% dei ricavi in Italia. In assenza di una sede o di dipendenti in Italia la quota può salire fino al 20%. In particolare, se entro un anno dall’entrata in vigore del regolamento non verrà stabilità una sede operativa in Italia e verranno impiegati meno di 20 dipendenti l’aliquota verrà alzata fino al 3%. Ma non solo. «Il mancato riconoscimento in capo ai produttori indipendenti di una quota di diritti secondari proporzionale all’apporto finanziario del produttore all’opera in relazione alla quale è effettuato l’investimento» comporterà un incremento dell’aliquota fino al 4,5%.

 

CANALI LINEARI: QUOTE CONFERMATE. La maggior parte della programmazione dei broadcaster lineari dovrà essere dedicata alle opere europee, con una sottoquota italiana. Lo stesso dicasi per gli investimenti, che dovranno essere pari almeno a un 10% dei ricavi, da spendere acquistando o producendo contenuti di produttori indipendenti.

 

In allegato il testo della consultazione

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EDITORIALISTI

  • 05 Novembre 2019
    Chi l’avrebbe mai detto?
    La televisione cambia più di quanto cambi la platea televisiva, meno della pubblicità e del web, ma certamente più degli altri mezzi.
Linda Parrinello

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