Editorialisti

25 Ottobre 2017

Formare per crescere

share Arianna Sorbara Ab - Abitare il bagno

Un recente studio sulla genialità promosso dall’Università di Cambridge ha analizzato alcuni tra i massimi talenti in diverse discipline: Albert Einstein, Tiger Woods e Mozart, per concludere che il loro genio è solo per l’1% capacità innata, mentre per il 29% è imputabile alla formazione e il restante 70% ad applicazione, perseveranza e fatica. Curioso, vero? Lo diciamo perché non poche volte abbiamo sentito qualche titolare affermare che il buon esito della propria attività è attribuibile, quasi esclusivamente, al suo fiuto manageriale o al talento innato di pochi “collaboratori illuminati”, senza considerare, invece, quanto contino l’impegno e l’aggiornamento costante di tutto lo staff. Siamo di fronte, ancora una volta, a business gestiti con vecchie mentalità, tipiche delle aziende padronali nelle quali i venditori sono poco considerati, sono valutati solo sul “risultato a tutti i costi”, non hanno la possibilità ad accedere a corsi o a fiere di settore. E dire che in molti casi questi atteggiamenti miopi hanno creato parecchi danni (e non solo nel retail...) e, alla lunga, inciso sull’andamento generale del negozio o dell’azienda.

 

Non sarebbe meglio invece valorizzare e motivare il proprio staff per far ripartire il processo di sviluppo, piuttosto che continuare a cercare “manager illuminati” quando i fatturati sono in affanno? In questo contesto, gli investimenti in formazione, gli aggiornamenti professionali, i corsi di management sono una leva, un investimento, una marcia in più per cogliere le sfide della modernità. E questo perché la formazione - che sia rivolta agli agenti, ai venditori di sala mostra o agli architetti - non è solo un canale preferenziale per affrontare il proprio lavoro con professionalità e preparazione, ma è anche un modo per permettere ai brand partner di presidiare la filiera attraverso informazioni approfondite sulla loro offerta. Si tratta poi anche di un momento strategico, sempre più inserito nelle logiche aziendali delle aziende più attente (in questo numero ne riportiamo alcuni esempi), che consente la creazione di rapporti mirati, fidelizzati, commercialmente efficaci per tutti gli attori coinvolti. Tanto da spingere alcune realtà a inaugurare dei veri spazi deputati al training per svolgere in modo calendarizzato programmi e corsi per tutto lo staff di vendita.

 

Non a caso una delle rubriche di Ab che sta avendo più riscontri è proprio quella dedicata alla formazione curata da Veronica Verona. Come anche lei più volte ci ha dichiarato, è vero che ci sono ancora molte realtà che ritengono la formazione una spesa non necessaria, ma c’è pure chi - e sono la maggior parte - ha capito che per essere competitivi bisogna saper migliorare la propria efficienza organizzativa, elevare il grado di preparazione e competenza di tutti i dipendenti, creare un ambiente stimolante e positivo per lavorare in gruppo, porsi obiettivi di vendita raggiungibili e soprattutto imparare a gestire le nuove opportunità che arrivano sviluppando le strategie che consentono di crescere in un mercato complesso e pieno di operatori. E queste, riallacciandoci al discorso iniziale, non sono certo conoscenze o capacità innate, bensì abilità che si imparano. Per questo la formazione non dovrebbe più essere una scelta, ma diventare un obbligo per chi vuole emergere e fare la differenza.

Arianna Sorbara Ab - Abitare il bagno

Testarda e amante delle sfide. Cancro ascendente vergine (e ho detto tutto). A sei anni sognavo di diventare pompiere o sassofonista di una jazz band. Poi, un giorno, scrivo il mio primo articolo e mi innamoro di questo mestiere.
Amo il mio cane Rudolph, le crêpes (ma rigorosamente quelle che si mangiano nel quartiere Saint-Germain-des-Prés, a Parigi), le piante grasse e gli scarponi da trekking consumati dalle tante camminate fatte tra le montagne del Trentino.
Sono in Editoriale Duesse dal 2006 e lavoro su Ab da quando era ancora solo un progetto. Del mio lavoro mi diverte il fermento quotidiano, dar fastidio alla concorrenza e scovare quelle notizie che nessuno ancora ha trovato. Ma, quello che mi affascina di più, è fermarmi a osservare le dinamiche che regolano il mercato dell’arredobagno per capire quali saranno le tendenze nel futuro.


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