Editorialisti

28 Agosto 2017

Cinema in estate. Arriva la svolta?

share Stefano Radice

Scusate se torniamo ancora a scrivere di estate e destagionalizzazione. Su questo giornale ce ne siamo occupati spesso nel corso degli anni. Ma torniamo a farlo una volta in più, e con un filo di maggiore speranza. A proposito di estate, scrivevamo sull’editoriale del numero datato 30 ottobre 2016: «Ci sentiamo di avanzare una proposta: perché le principali case di distribuzione (le major più 01 e Medusa), non si impegnano per tre anni a far uscire i film nelle stesse date estive della Spagna che ha saputo fare dei mesi più caldi il suo punto di forza? Ci saranno rischi da correre ma, alla fine del triennio, si tireranno le somme e si vedrà se questo mercato è riuscito a fare un bel salto di qualità. Ci sarà bisogno dei film ma anche del supporto dei principali circuiti». Alla luce di quanto scritto ci ha fatto molto piacere essere venuti a conoscenza di una serie di incontri che si sono tenuti – e altri ne seguiranno – tra le principali case di distribuzione e i due circuiti nazionali proprio per sviluppare un piano triennale che favorisca il decollo della destagionalizzazione. Con questo non vogliamo dire che questa decisione sia stata presa dopo la pubblicazione dell’editoriale ma non c’è dubbio che, ancora una volta - come spesso accaduto in questi venti anni - Box Office ha contribuito a stimolare una riflessione su uno dei temi storici del mercato di cui più si sta discutendo.

 

Il piano, oltre alla presenza di film forti lungo tutta la stagione estiva, prevederebbe anche l’impegno dell’esercizio nel garantire buone teniture e il suo supporto alle distribuzioni nelle attività di promozione e marketing secondo le modalità più innovative. Finalmente, viene da dire, i soggetti determinanti del mercato hanno deciso di esporsi in prima persona nell’interesse dell’industria, anche se non mancheranno le difficoltà lungo il percorso. Questo piano, ad esempio, dovrebbe partire nel 2018 quando ci saranno i mondiali di calcio; notoriamente è un anno in cui, causa concorrenza della Nazionale, di film in estate se ne sono sempre visti molto pochi. Proprio per questa ragione sarà ancora più importante vedere se distributori ed esercenti sull’estate avranno finalmente l’intenzione di fare sul serio. Il fatto, poi, che questa possibile intesa sia triennale, consentirà di valutarne i risultati alla fine del periodo; solo nel 2020 si potrà trarne le dovute conseguenze e verificare se il nostro mercato sarà effettivamente cresciuto.

L’idea di una programmazione di medio periodo, inoltre, eviterà che si diano giudizi definitivi al sorgere dei primi problemi. Lo sappiamo, si tratta per ora di incontri e discussioni, aspettiamo che il piano si concretizzi per dare un giudizio più completo. Tuttavia, qualcosa di concreto c’è. Che sia la Mostra del Cinema di Venezia la sede per fare annunci in questa direzione? Sarebbe simbolicamente importante. Ma anche se avvenissero qualche settimana dopo, non sarebbe un problema purché non si tardi troppo. L’importante, infatti, è che si parta al più presto anche perché sarà indispensabile coinvolgere partner e sponsor che potranno aiutare a comunicare al pubblico che il cinema in estate, finalmente, c’è.