14 Luglio 2017  11:21

Elettrodomestici smart, un linguaggio comune è possibile

Roberta Broch
Elettrodomestici smart, un linguaggio comune è possibile

Presentata durante la Settimana europea dell’energia sostenibile una soluzione integrata che permette una gestione più efficiente dell’energia

Gli elettrodomestici intelligenti stanno entrando nelle nostre case portandoci a una connettività sempre maggiore. Ma, davanti a utenti che cercano soluzioni sempre più semplici, come possiamo garantire che questa maggiore connettività non aumenti anche la complessità? Una risposta è arrivata durante la Settimana europea dell’energia sostenibile 2017: EEBus (no profit che coinvolge le principali parti interessate in tutti i campi della casa connessa, della mobilità elettrica, dell’energia e degli apparecchi intelligenti), Energy@home (no profit che ha fra i soci fondatori Electrolux, Indesit Company, Enel e e Telecom) insieme con alcune aziende attive in Europa nella produzione di elettrodomestici hanno presentato elettrodomestici che comunicano con sistemi per la gestione dell’energia all’interno di un ecosistema domestico integrato, in grado di portare benefici in bolletta per i consumatori.

 

Le interazioni tra gli elettrodomestici e l’energy manager sono state attivate attraverso un linguaggio neutro chiamato SPINE (acronimo per Smart Premises Interoperable Neutral-message Exchange). SPINE, che è stato sviluppato da EEBus ed Energy@home per la comunicazione tra i dispositivi domestici, si basa su un modello dati chiamato Saref (Smart Appliances REFerence ontology) che è stato sviluppato proprio per l’interazione tra dispositivi intelligenti sotto il patrocinio dalla Commissione Europea.

 

La dimostrazione, secondo una nota, apre la strada a una maggiore convergenza degli standard di comunicazione nel settore dell’energia e dell’automazione domestica, oltre a essere un passo in avanti che supera un certo modo di pensare per settori distinti, ad esempio: elettrodomestici da un lato e veicoli elettrici dall’altro.

 

“La dimostrazione che è stata fatta è un passo importante nel cammino verso una casa realmente connessa”, osserva Marco Signa, direttore di Energy@home. “Troppo spesso, anche recentemente, abbiamo visto che un approccio frammentato allo sviluppo degli standard ha rallentato l’adozione di tecnologie utili e importanti, mentre l’impegno di un settore nell’esplorare un percorso comune potrebbe effettivamente aiutare a cambiare il mondo. Quanto è stato dimostrato è quindi un fondamentale passo in avanti per le case del futuro; case dove la tecnologia funziona senza problemi e, riducendo la complessità della nostra quotidianità, ci aiuta a vivere in un modo più rispettoso dell’ambiente”.

 

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