26 Agosto 2009  12:46

Sempre più difficile essere Made in Italy

BIsf
Sempre più difficile essere Made in Italy

Possibili cambiamenti per le aziende italiane che producono all’estero

Lo scorso 15 agosto è entrata in vigore la legge n. 99 del 2009 “Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia", che rende più restrittive le regole per apportare l’etichetta Made in Italy sulle merci con il rischio di estendere le sanzioni previste per il reato di contraffazione anche alle aziende italiane che producono all’estero: la legge n. 99, infatti, vieta “l'uso di marchi di aziende italiane su prodotti o merci non originari dell'Italia ai sensi della normativa europea sull'origine senza l'indicazione precisa, in caratteri evidenti, del loro Paese o del loro luogo di fabbricazione o di produzione, o altra indicazione sufficiente ad evitare qualsiasi errore sulla loro effettiva origine estera”. In particolare il prodotto potrà essere definito Made in Italy solo se nel nostro Paese è avvenuta la sua trasformazione completa o comunque sostanziale. La normativa europea (Reg. CE 2913/92, art. 24) specifica così le modalità per identificare il luogo di fabbricazione: “una merce alla cui produzione hanno contribuito due o più Paesi è originaria del Paese dove è avvenuta l’ultima trasformazione o lavorazione sostanziale, economicamente giustificata ed effettuata in un’impresa attrezzata a tale scopo, che si sia conclusa con la fabbricazione di un prodotto nuovo o abbia rappresentato una fase importante del processo di fabbricazione”.
La legge è applicabile solo per i prodotti fabbricati dopo il 15 agosto, tanto che la direzione centrale Antifrode delle Dogane ha introdotto l’obbligo per gli importatori di autocertificare la data di produzione della merce. Ciò non toglie che le difficoltà per le aziende italiane con parte della filiera produttiva all’estero potrebbero rivelarsi numerose. E il Governo ne è consapevole: come ha dichiarato al “Sole24Ore” il vice ministro dello Sviluppo economico Adolfo Urso “stiamo studiando una soluzione che non discrimini le nostre imprese diventando un vero boomerang per il Made in Italy. Questa tracciabilità, così come è stata introdotta, non va, deve essere rimodulata a livello europeo”.

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